La Disclosure nell’ IM

La Disclosure nell’ IM

Cominciamo con alcuni dati provenienti da oltreoceano. Solo nel 2018, il 19% di tutti i consumatori Statunitensi (di cui oltre il 35% di età inferiore ai 25 anni) ha acquistato un prodotto o servizio perché “influenzato” dalla recensione di un influencer nei social media. Dati alla mano, quasi il 75% delle aziende Americane ha fatto affidamento sull’influencer marketing nel 2018 e il 92% dei responsabili del marketing ha dichiarato di credere nella sua efficacia. Questo ha però portato la Federal Trade Commission (FTC) a “invitare” aziende e influencer a divulgare la loro relazione nei contenuti pubblicati, mostrando l’hashtag #ad o la menzione “partnership retribuita” in una posizione ben visibile.

Molte aziende però non sono affatto d’accordo con questa soluzione: al 28% degli influencer è stato infatti richiesto, dai loro marchi sponsor, di non rivelare la loro relazione lavorativa. E la ragione di queste scelte è molto semplice: da quando è nato, l’influencer marketing ha avuto come maggior punto di forza la neutralità percepita degli influencer. Difatti più che una pubblicità, l’azione degli influencer è percepita quasi fosse un consiglio in amicizia, e le aziende che si sponsorizzano temono che questa percezione possa venir meno divulgando la loro partnership.

Alcune recenti indagini sostengono però il contrario.

Tranne che ne 2017, quando sono cominciate le divulgazioni delle partnership tra Influencer e aziende, non è stato riscontrato un effettivo cambiamento nella percezione degli utenti riguardo agli influencer che sponsorizzano un dato prodotto/servizio. (alcune stime parlano addirittura di un calo inferiore all’1%). Ma i dati più interessanti emergono analizzando le intenzioni di acquisto. Scopriamo infatti che nel 2019 tali divulgazioni hanno influito in maniera assolutamente irrisoria sulle decisioni dei consumatori. Anzi, a ben vedere la divulgazione della relazione tra un Influencer e un brand relativamente conosciuto potrebbe essere un toccasana per entrambi, in quanto stipulando un contratto di collaborazione a lungo termine aumentano la loro percezione come affidabili e professionali. (Ricordiamo come a fine 2018 quasi il 90% dei consumatori fosse convinto che gli influencer in generale raccomandassero i marchi perché pagati per farlo, ma che apprezzassero comunque la trasparenza e l’autenticità dei divulgatori di tali contenuti)

 E in Italia?

A metà 2019 oltre 400 professionisti intervistati hanno ammesso di avere finalmente un’idea più chiara sull’approccio e l’utilizzo dell’IM. Un mercato, quello che viene definito dal report, attivo e sempre più importante, ma pur sempre ancora poco maturo. Il 67% dei professionisti coinvolti dichiara infatti di aver realizzato tra 1 e 3 progetti nell’influencer marketing nel 2018. Un numero non certamente alto, ma a cui si affianca un altissimo grado di soddisfazione: il 67,22% si dichiara soddisfatto dei risultati e il 67,5% ha in programma di aumentare il budget dedicato all’IM in futuro. 

Concludendo, nel 2020 vedremo un drastico aumento delle partnership tra aziende e Influencer, perciò OGGI potrebbe essere un ottimo momento per intraprendere una professione nell’IM!

Inoltre, noi di InfluencerForHome™ siamo sempre a disposizione per domande e chiarimenti, e siamo pronti a dare ad ogni influencer l’aiuto di cui ha bisogno!

A presto!

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